
POLITICA E PERSONAGGI
Parlo proprio senza peli sulla lingua, quello che penso puro e semplice, scusate la volgarità ma mi sfogo.I tre personaggi più antipatici della politica per me sono Calderoli che non mi ispira serenità di giudizio ; Bondi che non mi suggerisce franchezza, Schifani da cui non percepisco una immacoletezza intellettuale. Berlusconi mi infastisce leggermente per gli atteggiamenti non propriamente umili, insomma potrebbe ricordarmi vagamente chi è convinto di poterlo mettere in quel posto a tutti vendendo "con fede" immagini, parole e dati, ma posso sbagliare. La Iervolino non mi riporta un senso di armonia , chissà se vocale, Fini mi sembra uno che per riportare il fascismo in auge è stato costretto a dire che è il male assoluto ma si guarda bene di levare la fiamma fascista tricolore dallo stemma di alleanza nazionale. Bossi mi ricorda il gallismo siculo descritto così bene da Brancati e con quali conseguenze! Buttiglione mi riporta all'infanzia quando si andava in giro con le braghette corte e con lo zainetto e si faceva i chirichetti. Prodi non mi è nè antipatico nè simpatico nè trovo divertente il termine mortadella sostenuto dai giornali e dalle tv e dai giornalisti pagati da Berlusconi ( il giornale, il foglio, libero, rete4, canale 5, italia 1, un bel mucchio di tv locali, Panorama e altre decine di riviste) ma piuttosto che il Berlusca sono disposto ad accettare tutto. Eppure c'è qualcuno anche nella destra (nessuno nella lega) che mi sembra onesto, intelligente e di cultura come Follini e altri nella sinistra a cui non darei un centesimo. Del resto per me la politica non è un tifo da squadra (odio gli inni come avanti popolo e quello di forza italia) , sono per una socialdemocrazia in cui pubblico (stato sociale) e privato(proprietà) siano in equilibrio per evitare le dittature che si annidano nel liberismo capitalista come nel comunismo e nel fascismo.Voto per i verdi ecologisti, sole che ride, ma diverse volte non concordo con le loro scelte. I personaggi della politica comunque non mi distraggono più di tanto ma nemmeno me la contano più di tanto.
LA CHIESA CHE FA POLITICA
Noi italiani viviamo la politica in modo infantile, da tifosi, genoani contro sampdoriani, milanisti contro interisti, laziali contro romani eccetera eccetera. Il 50 % degli italiani dicono degli altri 50 % (almeno a/ sentire i loro rappresentanti politici ) che sono falsi, imbroglioni, maligni, poco seri, incompetenti eccetera eccetera... Se in linea di massima all'estrema sinistra c'è una posizione drastica che nega la proprietà privata e vuole statalizzare tutto creando un'uguaglianza anche salariale tra tutti i lavoratori (professionisti, operai, impiegati...) dall'altra ( lasciando stare i fascisti che già il comunismo estremo e degenerato- non quello ideale e importante storicamente - di fatto era fascismo, negando le libertà della persona) il liberismo dando spazio solo alla libera iniziativa individuale di possedere beni a dismisura nega la libertà del sociale, degli altri. Se io compro un vasto terreno quello diventa mio, comando io e mando via gli altri. se oltre le terre compro l'informazione, le acque e le industrie ( eccetera, eccetera, eccetera) faccio dire quello che voglio io, e mi faccio pagare perchè tutti sono diventati miei servi e miei affittuari. Liberismo degli squali. A me non va. La verità sta nel mezzo. Deve esserci libertà di proprietà privata ma nei limiti che non tocchi il bene comune e sociale: tutti abbiamo diritto a godere di un parco, se uno compra tutto un parco ha leso un bene comune, lo prende a tutti. Posso avere un giornale o una televisione non i giornali o le televisioni se no manipolo la società...E' giusto che chi ha studiato, un medico, un avvocato guadagni un pò di più di un bidello (con tutto il rispetto per i bidelli) ma non che un dentista con un impianto del lavoro di mezz'ora o un avvocato per una consultazione guadagni quanto un minatore con un mese di lavoro! Insomma devono esserci dei limiti affinchè si mantenga la libertà, un equilibrio tra pubblico e privato!
( http://www.sufismo.splinder.com )
CRIMINI DEI PARTIGIANI ?
Una sera ero a a cena da un amico. Suo padre, tra i commensali, ci raccontò questa sua vicenda successa subito dopo la seconda guerra mondiale:..."Lo abbiamo aspettato sotto il ponte, quel podestà intoccabile che violentava le nostra figlie e obbligava a bere olio di ricino a chi osava ridire qualcosa, lo abbiamo finito di botte se no ci sarebbe ancora adesso a far del male!". Questo detto da un liberale, neppure partigiano....
Vendette di questo tipo non furono rare finita la guerra, giustizia sommaria. I partigiani ( comunisti, liberali, cattolici tanto era variegato e qualche volta conflittuale il loro tessuto) non andarono per il sottile è vero. Ma anche qui, dopo aver compiuto ogni genere di reato cosa ci si può aspettare? Certo nel mucchio ci furono anche degli abusi, dei tornaconti personali ( quanti dei partigiani dell'ultima ora?) ma non tale da far passare come criminale l'azione dei partigiani come ha cercato di far credere Pansa. Si può raccogliere tante storie senza però dotarle di senso critico, si può far passare da poverini dei criminali: certo ogni morte è sempre tragica e meglio sarebbe che nessun delitto venisse fatto neppur per ragioni di guerra, ma le reazioni emotive umane sono potenti. Quel bambino che ha visto il nonno picchiato da uno squadrista , colpevole di non essersi levato il cappello davanti a Mussolini, non avrà certo ricordi benevoli nei confronti di quella persona...
SULLE FOIBE
La Croazia non ci sta: nessun genocidio slavo nei confronti degli italiani. Mi viene in mente un collega slavo che parlando delle foibe mi disse: "dopo tutto quello che abbiamo subito prima dalla guardie reali e dopo dai fascisti era il minimo che ci si poteva aspettare a conti fatti..." una vendetta dunque e sappiamo che non pochi slavi non propendono troppo per il perdono ( se addirittura nelle guerre successe dopo il crollo della iugoslavia rievocavano vicende di secoli or sono...). Insomma questione di sommaria giustizia...
Stralcio dalla Repubblica del 12/2/07:
"Tenendo conto di tutto ciò che hanno fatto in Croazia e in altri paesi, gli italiani sono gli ultimi che possono dare lezioni su genocidi e pulizie etniche" attaccava il deputato Tonci Tadic. Un crescendo che oggi ha trovato il suo culmine con la scesa in campo, in prima persona, del presidente croato."
La mia opinione: è stato orribile come ogni cieca vendetta, ingiustificabile, ma sicuramente chi governava l'Italia non fu gentile e delicato nè qui nè altrove ( Libia, Etiopia ed Eritrea). Insomma chi andava avanti a colpi di manganello non poteva aspettarsi sorrisi . Le cifre di alcuni storici di destra slavi che per giustificare la vendetta delle foibe parlano di centinaia di migliaia di Sarà perchè mi sento un cittadino del mondo prima di essere un italiano che non voglio farne una questione di cattivi contro i buoni (e chiaramente noi siamo sempre i buoni) ma le vendette talvolta sono più schifose dei misfatti subiti.
P.S.
leggo su Repubblica del 14/2/07 una intervista di A.Longo a P.Matvelejevic sulla stessa linea di quanto dicevo: << ...c'è una tardiva ricostruzione italiana sulla vicenda delle foibe che è cresciuta negli anni di Berlusconi, che attinge in maniera parziale alla storia, che pruduce fiction televisive devianti e tendenziose come è stato il cuore nel pozzo. E c'è dall'altra parte l'immaginario croato che tende a rimuovere del tutto le foibe, trattiene solo il ricordo delle violenze fascistye. La parola annessionismo evoca a Zagabria Mussolini e le camicie nere, l'invasione della Dalmazia e lubiana, i morti fucilati nel campo di Arbe, l'addestramento degli ustascia di ante Pavelivic di cui l'Italia non parla. due immaginari , due memorie (...) Non ci sono stati cinquantamila morti per mano dei fascisti ma nemmeno le decine di migliaia di infoibati che evoca la destra . E' giusto ristabilire la verità storica.>>


